Speciali


Che cos'è Micosat F?
MICOSAT F à un consorzio di microrganismi: funghi simbionti del genere Glomus spp (tre specie di micorrizze), saprofiti del genere Tricoderma spp e Ulocladium sp, batteri PGPR (Plant Growth Promoter Rhizobacteria) del genere Pseudomonas spp, Bacillus spp e Streptomices spp.
Il consorzio Micosat F, applicato ai suoli in simbiosi con piante come i manti erbosi, determina la formazione di enzimi e composti organici che portano alla detossificazione e alla bioattivazione dei composti supertossici presenti.
In definitiva la simbiosi Micosat F + manto erboso svolge un'azione filtrante e depurativa delle superfici inquinate da composti supertossici.

La salvaguardia dell'ambiente e delle acque di falda diventa a questo punto la conseguenza naturale di un processo produttivo mirato al giusto utilizzo delle risorse idriche, all'abbattimento di nitrati e concimi ed, appunto, ad un bassissimo impiego di pesticidi



Bioremedation

La produzione di percolato in discarica, risultato dei fenomeni di infiltrazione e lisciviazione che avvengono all'interno dell'ammasso di rifiuti stoccati, rappresenta da sempre una delle maggiori problematiche di impatto ambientale degli impianti di interramento controllato dei rifiuti sull'ambiente. L'acqua di origine meteorica, infiltrandosi attraverso l'ammasso di rifiuti stoccati, si carica di un numero incalcolabile di combinazioni organiche ed inorganiche trasformandosi in un refluo con caratteristiche tossiche (percolato) che può contenere
1.Combinazioni AOX (composti organici alogenati adsorbibili) difficilmente degradabili;
2. Concentrazioni elevate di azoto ammoniacale;
3. Forti concentrazioni saline;
4. Presenza di metalli pesanti.
Il percolato prodotto si deposita sul fondo delle vasche di stoccaggio per gravità, dopodichè viene drenato in apposite tubazioni e pompato in cisterne di stoccaggio provvisorio, prima di essere inviato allo stadio di trattamento. Nella maggior parte dei casi la depurazione del percolato avviene all'esterno dell'impianto di smaltimento rifiuti, per lo più in impianti di depurazione consortili. L'età della discarica e le variazioni meteoclimatiche, sono senza dubbio i parametri che generalmente influiscono sui volumi di percolato prodotto e le sue caratteristiche qualitative. Per quanto attiene la bonifica dei siti inquinanti va sottolineata la possibilità di degradazione biologica degli idrocarburi aromatici, la degradazione di diossine tramite bioremediation (biorisanamento).
I supertossici (es. Colibatteri, Micotossine, Diossine, PCB (Poli-Cloro-Bifenili), Bromuro di metile, metalli pesanti) vengono letteralmente metabolizzati e trasformati in sostanze non più pericolose. La CCS Aosta e la CCS MED in collaborazione con il CNR di Pisa ha messo a punto un programma per ridurre le sostanze inquinanti con l'utilizzo di manti erbosi micorrizzati al fine di filtrare le acque meteoriche e ridurre così gli effetti del dilavamento dei supertossici. Tale pratica può essere applicata anche per la riutilizzazione dei fanghi di depurazione, che normalmente vengono portati in discarica; anche in questo caso, invece, essi vengono ricoperti da un manto erboso micorrizzato.
La depurazione di questi siti comporta una sensibile riduzione della possibilità d'ingresso di composti supertossici nella catena alimentare delle popolazioni locali.